GAZA E' UN UCCELLINO CHE MUORE... E QUESTA NON E' LA PACE, di Lucia Talarico

Stiamo aspettando la ratifica del governo di Israele. E’ la ratifica di un accordo, non della Pace. La Pace è molto lontana, neanche s’intravede. Davvero non riesco a comprendere il giubilo che pervade molti.

In questo “Accordo” decidono i prepotenti, i guerrafondai, gli assatanati di guerra e di denaro.

Al tavolo delle trattative siedono:
- gli Israeliani, che con il Qatar hanno passato ad Hamas valigie con miliardi di dollari per indebolire l’Autorità Palestinese e così poter mestare in un paiolo torbidissimo;
- gli USA fedele amico storico che in quanto a rimestare lascia fare a loro, approvando, consentendo, foraggiando;
- il Qatar che ospita da sempre e con tutti gli onori i terroristi di Hamas, che pure Israele ha bombardato giusto il mese scorso;
- mediatori ed emissari di ogni risma smaniosi di banchettare;
- sgherri con le dovute credenziali tra cui il genero di Trump fremente di intraprendere affari d’oro con la ricostruzione, il gioco e la “Riviera”.

Anche l’Italia scalpita per un posto nell’Olimpo dei decisori, ci mancherebbe che ci perdiamo tale festa! Dopo aver puntualmente fornito armi, assistenza tecnica, materiali chimici ed esplosivi, adesso siamo pronti con le grosse imprese edili e chissà cosa altro.

Completamente assente la pietà, il raccoglimento, il gesto silenzioso. Neanche considerata l’urgenza del portare sollievo.

Dopo tanto sangue versato, crudeltà, disumanità, morti senza tregua, fame utilizzata come arma di guerra, ospedali annientati, medici decimati, carneficine quotidiane… settantamila morti, bambini, bambini, bambini… il nucleo delle discussioni e conseguenti decisioni si coagula su denaro, potere e ribollente avidità.

Assenti i Palestinesi. Non invitati e non graditi. Al massimo saranno immaginati come camerieri, facchini, spazzini, addetti alle pulizie della “Riviera”.
Non una sillaba sul loro diritto di esistere, sul riconoscimento della loro dignità, sulla individuazione della loro terra. Non una parola sul loro Stato.

Ancora una volta ascoltiamo stridii e ruggiti di feroci predatori. Ancora una volta i deboli sono carne da macello, sbranati dalle fauci di chi assume lo status di costruttore di “Pace” mentre tesse accordi intrisi del sangue del povero popolo palestinese affamato e morente.
Lucia Talarico