IL LUNGOMARE DI SOVERATO INTITOLATO AL SINDACO ANTONINO CALABRETTA, di Lucia Talarico

#LUNGOMAREANTONINOCALABRETTA
Sono felicissima che il lungomare di Soverato sia stato intitolato al Sindaco Antonino Calabretta. Padre della Città, suo creatore, appassionato, fedele, caparbiamente visionario. Io lo ricordo benissimo, con quel suo fare paterno, con l’umiltà che contraddistingue le persone di valore, con il senso della concretezza e del fare, oltre che dell’educazione civica oggi scomparsa!

Soverato era soltanto un paesino della costa Jonica, ne fece una Città, di “cura, soggiorno e turismo”. Il nostro lungomare lo ha inventato lui, l’amore per la Città, la cultura, la visione, il bello, erano le sue fermissime linee guida. Sotto la sua Amministrazione Soverato prosperava, pulita, ordinata, rispettata e rispettosa.
Altri tempi, certo!

No prepotenze, no ubriacature, no sporcizia, no schiamazzi, no “movida”, che io scrivo sempre tra le opportune virgolette perché è parola/slang, ritornello abusato, negazione di turismo.

Antonino Calabretta, intelligente, perbene, instancabile, modesto, a disposizione. La sua porta di Sindaco era sempre aperta, nessun filtro, nessuna segreteria, nessuna presunzione, i cittadini gli volevano un gran bene. Le battaglie politiche erano improntate a rispetto, passione e tese all’esclusivo bene della Città. Il tifo appassionato, il senso di appartenenza, l’orgoglio e l’amore per Soverato erano il patrimonio di Tutti.
Altri tempi, certo. Purtroppo!

Un ricordo è dovuto alla Signora Maddalena, altra “perla”. First Lady per anni e anni, nel solco di suo marito, sempre gentile e sorridente.
Saluto e abbraccio i suoi figli, giustamente fieri di tanto papà! Gianni, Michele, Anna Maria, Franco. Tutti riconoscibilissimi “calabrettiani”: bravi, gentili, disponibili, pacati, cordiali, amici di tutti, professionisti rispettati e amati. Un valore per Soverato.

Concludo e condivido un ricordo: avevo 18 anni, studiavo a Firenze e La Nazione pubblicò un mio piccolo articolo. Quando mesi dopo Soverato fu dichiarata "città", il Sindaco Antonino Calabretta, su carta intestata del Comune di Soverato mi inviò copia del decreto, l'indirizzo sulla busta era: Per la Giornalista Signorina Lucia Talarico. Ovviamente non ero e non sono una giornalista (magari lo fossi!) ma quel gesto affettuoso, quella garbata attenzione per una sua giovanissima concittadina mi emozionò.

E' per quella gioia, per quel "rispetto" che io sento sempre, per quelle emozioni sorelle a quelle di oggi che adesso scrivo questo post. Nulla si deve dimenticare, nulla deve passare senza sentimenti, e tutto si tiene per essere degni della nostra comunità migliore.


Saluto i miei concittadini, siamone orgogliosi! Il Lungomare Calabretta è un caro ricordo, una testimonianza e, spero, un esempio al quale rifarsi.

(Visti i tempi che corrono e qualche precedente, il timore che si chiamasse “Lungomare Movida”, “Lungomare Spritz”, "Notti brave", o pure altro che sappiamo, avrebbe potuto essere un rischio concreto!)
Lucia Talarico