SOVERATO: IN DIRETTA LE MISERIE DELLA “MOVIDA”, di Lucia Talarico

#Soverato
: in diretta le miserie della “movida”.
Sabato notte, ormai alba di domenica. Ragazzi molto giovani sotto la mia finestra. Tre ragazze in abiti succinti, urlano, piangono, gridano. Gonna di lamè, mini abito nero, scarponcini d’ordinanza.
Tre o quattro ragazzi le accompagnano, due auto sono posteggiate con gli stop accesi.

Gli schiamazzi e i pianti durano da almeno un’ora, preoccupata sono andata guardare in strada. Non lo faccio volentieri, ho timore delle orde che si aggirano di notte, è pure sabato e il peggio del peggio vagola per le strade. Però poi penso, come penso sempre, che qualcuno potrebbe avere bisogno di aiuto e io non devo voltarmi dall’altra parte!

La ragazza urla, singhiozza, è palesemente ubriaca. Le altre due le si avvicinano, segue una breve colluttazione, mani sul volto, sguardi cattivi, ancora urla.
Intervengo, mi vedono.

Un ragazzo mi dice che hanno chiamato l’ambulanza perché l’amica è ubriaca e sta male. L’ambulanza sopraggiunge poco dopo ma non resto a guardare, chiudo la finestra.
Una sorta di pudore mi fa ritrarre, una specie di discrezione o forse non voler assistere ad altre miserie, non so. Sono molto addolorata.

Penso ai loro genitori, agli operatori dell’ambulanza, alle forze dell’ordine impegnate nei territori. Penso agli esercenti pubblici, a chi somministra ettolitri di alcol, a chi si arricchisce e se ne strafotte, a chi batte il ferro caldo caldo delle notti d’estate. A chi conviene.

Penso pure a chi ha ridotto la nostra Soverato ad accozzaglia di accozzaglie, a chi è lieto che sia così com’è, non sentendosi affatto responsabile e colpevole del degrado costante che avviluppa la nostra cara e perduta città.
Lucia Talarico