Calabria e Sicilia prede.
La Fata Morgana fugge! Prepara le valigie, le riempie di cielo che accarezza il mare, sole, nebbia, e azzurrità abbacinante al cui cospetto si cheta il cuore e si riesce a intravedere Dio.
Morgana, trecce lunghe, vestita d’azzurro, profumo di brezza, stipa le sue valigie con i sogni delle genti, le fatiche dei pescatori, le sponde sorelle, l’andirivieni dei traghetti, le scie allegre e spumose che segnano il mare. Non dimentica voci, canti, richiami. Ammucchia le speranze, i viaggi degli emigranti, il quieto scorrere del tempo e l’attesa spasmodica del tornare a casa.
Le genti! Le genti dello Stretto! La Madonnina a Messina! Vos et ipsam civitatem benedicimus… un tenero e commovente benvenuto a chi approda in Sicilia. Un augurio di bontà, benedizione,un caldo abbraccio.
Le genti dello Stretto. Vite spesso strapazzate, dense di sacrifici e di virtù, immerse in quel territorio aspro e fragile, selvaggio e carezzevole… La sua Storia, le loro Storie, in un ecosistema delicatissimo e irripetibile di Natura e sentimenti. Che non appartengono a Salvini, a Meloni, al Mit, agli studi di fattibilità, né tantomeno alle imprese del Nord!
Vuole fuggire, la Fata Morgana! Non resterà a vedere lo scempio che si annuncia. Fatica a comprendere parole cattive: espropri, imprese del Nord, miliardi, piloni, tonnellate di cemento, pubblica utilità…
Piange Morgana… trecce sfatte e vestito sgualcito. Sogni infranti e vite tradite.
Ha paura, teme per la vita dei suoi protetti, le genti dello Stretto. Quelle genti che si appartengono sorelle, mai
divise dai tre chilometri di mare. Le genti che scandiscono la loro
vita nell’orario degli arrivi e di partenze. Ospitali, generose, buone, e rassegnate.
Le stesse genti che vedranno piloni, subiranno espropri e progetti
piovuti dall’alto con le imprese del Nord uniche demandate alla
realizzazione delle opere, netto
spartiacque di capacità e cruda realtà da sopportare. Ancora una volta
noi stracciona manovalanza, quelle denaro, potere, stanze dei bottoni,
decisioni, matita rossa e blu. Uè, Testina!
Da una costa e dall’altra, ovunque Morgana volga lo sguardo, il disastro si annuncia come un tuono. Calabria e Sicilia prede. Sicilia e Calabria asservite a speculazioni, tornaconti elettorali e zero considerazione e rispetto per le persone che in quelle sponde hanno storie, vite, affetti e anima.
Fugge, Morgana. La spaventa il vocione di Salvini e la sua sicumera. L'altezzosità delle scelte, la perentorietà delle decisioni contro le genti. L’atterrisce la prepotenza, la calata dei barbari, i miliardi buttati via e però elargiti alle solite imprese, ai soliti studi di fattibilità, alle solite consulenze.
Non tornerà, Morgana, e ci priverà della sua magia, il baluginio lattiginoso che è fiaba e illusione, suggestione e meraviglia, Noi.
Morgana fugge, versa tante lacrime nel suo mare che sarà violato, mentre capriola un delfino che, commosso, si ferma a farle una carezza… Dai Morgana, forse le tue genti si ribelleranno, forse non tutto è perduto, forse potrai tornare.
Ma Morgana… così derisa, così negletta e offesa, non sa se tornerà. #stiamostrette a lei.
Lucia Talarico
