Ecco qua di cosa si occupano.
Tajani “maneggia con cura”. Addirittura!
Fascina incollata alla poltrona con il record delle assenze. Poltrona regalatale “dall’amato Silvio”, che, ha fatto sapere, non lascerebbe mai. Forse le sembra che è come Arcore da cui non si schioda (ma questa è residenza privata e possono fare come vogliono).
Siamo in Commissione Difesa della Camera, là dove si tratta di guerre, Gaza, Ucraina…
E invece.
Equilibri e incarichi da calibrare. Stipendi d’oro e privilegi senza pari. Facce di bronzo. Totale assenza di pudore.
COME FOSSE CASA LORO, sempre!
Gli italiani trattati come servi della gleba e bancomat perpetuo.
Uno schifo!
Lucia Talarico
Lucia Talarico
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Roma C’è un caso che da giorni arrovella le ferie agostane di Forza Italia. Un caso che è esploso all’indomani del passaggio di Nino Minardo dalla Lega alla casa degli azzurri fondata da Silvio Berlusconi. Il neo parlamentare di FI, siciliano di Modica, è il presidente della Commissione Difesa e in quella sede gli azzurri contano già 4 membri. Con Minardo sono diventati cinque. E di conseguenza uno di loro — come ha anticipato il Foglio — deve lasciare per approdare in altra commissione. Il caso dunque potrebbe esplodere alla ripresa dei lavori.
Al momento in via ufficiosa i vertici di Montecitorio avrebbero riferito agli azzurri di intervenire, così da evitare che l’affaire possa diventare oggetto di scontro all’interno del Parlamento. Di sicuro non sarà Minardo a fare il beau geste. Prima di tutto perché guida la commissione e poi anche perché riaprirebbe il vaso di Pandora all’interno della coalizione. Non è un caso se in queste ore Minardo si è trincerato in un religioso silenzio.
Insomma, il neo acquisto siciliano non si tocca, è il refrain nel palazzo. E allora bisogna andare a vedere i profili degli altri quattro membri della delegazione azzurra in commissione Difesa. C’è Gloria Saccani Jotti, deputata considerata trasversalmente una colonna in quella sede. E poi Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera ed ex sottosegretario alla Difesa, autorevole esponente della galassia forzista. E ancora: Roberto Bagnasco, super attivo e intoccabile. Infine Marta Fascina, l’ultima compagna di Silvio Berlusconi. E proprio quest’ultima sarebbe finita sotto i riflettori perché — confidano fonti interne a FI — «non è mai presente».
La questione è delicata perché rimuovere l’ex compagna di Berlusconi potrebbe innescare fibrillazioni e tensioni che di questi tempi il partito guidato da Antonio Tajani potrebbe non permettersi. Non a caso Fascina ha fatto sapere in più occasioni che quel posto — essendole stato assegnato nella passata legislatura dall’amato Silvio — non lo lascerebbe mai. Insomma, risolvere questo caso è impresa difficile. Tajani lo sa e maneggia con cura.
G.A. Falci
