FERRAGOSTO A SOVERATO, di Lucia Talarico

Caro Amico,
ce l’abbiamo fatta! Siamo arrivati a Ferragosto, da qui in poi tutto sarà più facile.
Meno sporcizia, meno maleducazione, meno schiamazzi e urla, che, con buona pace dei pasdaran del turismo cafone, aiuteranno la nostra bella Soverato a sollevarsi dal pantano di liquami, percolato, pattume, in cui precipita ogni estate.

Ce l’abbiamo fatta, Amico mio! Ferragosto misericordioso è il traguardo al quale guardiamo ansiosamente dal primo Giugno. Quando cominciano a scorrazzare le bande notturne, sgommano i motocicli, l’aria è infestata a tutte l’ore di soffritto di cipolle, musica che tuona fino al mattino e fuochi d’artificio privati che disturbano a mezzanotte. Auguri cafoni per compleanni cafoni.

Tu ed io, e tanti in questa città, oserei dire la maggioranza, nelle nostre giornate difficili, nelle nostre notti insonni, con un pennarello indelebile abbiamo cancellato i giorni dal calendario. Meno 50, meno 45, meno 15, meno tre, due, uno!

E’ Ferragosto!
Il cuore capriola, la mente si distende, il quotidiano si dispone alle quiete attività di sempre.
Calano i prezzi, aumentati alle stelle per spennare i “turisti”, diminuisce la spazzatura nei luoghi pubblici, orgogliosa e fiera testimonianza dei locali: cassette di bottiglie vuote, bidoni e bidoni, e poi sedie accatastate, tavoli ammucchiati… Qualche volta malamente coperti, e sempre decoro e convivenza civile sotto zero!
"Dobbiamo lavorare, no? Non vorrete impedirci di portare il pane a casa!". E' il ritornello ipocrita di risposta alle richieste di comportamenti rispettosi e civili.

Ma è il 15 agosto! Da domani dilagherà un po’ meno la pipì dei cani che decora marciapiedi e orna portoni. Non manca quella degli umani, spesso. Anche la cacca, certo. Come ignorarla?

Smetteremo di pulire cicche, mozziconi, bottiglie vuote, scontrini accartocciati, fazzolettini luridi, scaraventati nelle nostre piante.

Smetteremo di aver paura di aprire le finestre, e magari di pregare torme di gentaglia per minore chiasso alle due del mattino… Non ci hanno pensato due volte a rompere una bottiglia e agitarla minacciosi.

Ma è Ferragosto, dai! Ci siamo arrivati! Potremo forse andare in spiaggia senza essere spintonati sui marciapiedi. Potremo non temere motocicli e bici sfreccianti. Avremo l’acqua! Se saremo fortunati, anche qualche posteggio per la nostra piccola auto lasciata nell’altra parte della città, perché se ti serve e la prendi, inutile sperare di riportarla nei pressi di casa.

Caro Amico, ce l’abbiamo fatta anche quest’anno!
Intontiti, sbigottiti, stanchi, tante volte vinti e impotenti, ma il Tempo Galantuomo accarezza noi e Soverato.

La nostra città così amata. Così preda di tutti, così alla mercé, strumentalizzata e vandalizzata.
Una fanciulla bellissima di alba e di mare, costretta a splendere nella sporcizia e nella puzza di cipolle.

Ti abbraccio.
Lucia Talarico