MILANO, di Marco Travaglio

Una nausea violenta mi attanaglia. Qui non è più questione morale, qui bisogna buttare via la chiave!
Delinquenti comuni hanno in mano le nostre vite e noi non offriamo neanche un fremito.
A parte i soliti ostinati che divulgano e divulgano, il quadro generale (ripeto, generale) è il seguente: i giovani vanno in discoteca e non vogliono sapere altro, i meno giovani si dedicano alle “melanzane ripiene” e a Sinner, gli anziani impotenti tirano a campare, la classe media precipita nella povertà e la classe politica e dirigente sguazza nel suo crogiolo perfetto.
E dove mai la trovano una situazione migliore!

Di seguito Marco Travaglio:
<< Non è che Beppe Sala deve dimettersi perché è indagato per falso e induzione indebita (la vecchia concussione per induzione): è che non avrebbe mai dovuto diventare sindaco. Lo candidò nel 2016 il Pd renziano, che se ne infischiò bellamente del suo passato di city manager della giunta di centrodestra Moratti e dell’inopportunità di mandare a Palazzo Marino l’ad e commissario di Expo che dava gli appalti senza gare. Infatti Sala fu subito indagato per falso per aver taroccato le carte del mega-appalto per la Piastra, poi condannato in primo grado e salvato in appello dalla prescrizione. 
<< Ciononostante, o proprio per questo, fu ricandidato e rieletto nel 2021. E si scelse l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, direttore comunale uscente della Pianificazione e valorizzazione aree, in barba alla delibera dell’Anac che vieta agli alti dirigenti pubblici di assumere ruoli politici per l’evidente conflitto d’interessi: ora su Tancredi c’è una richiesta di arresto. Poi Sala confermò a presidente della commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni, già indagato per aver taciuto le consulenze da costruttori e progettisti di lavori esaminati dalla sua commissione: ora anche Marinoni ha una richiesta di cattura. E Sala è (di nuovo) indagato per falso perché, conoscendo i suoi conflitti d’interessi, ne attestò l’assoluta assenza. 
<< Il tutto per garantire il Partito Trasversale del Cemento fatto di politici, dirigenti, tecnici, costruttori, immobiliaristi, faccendieri, banchieri, archistar e archipippe che infesta Milano (e non solo) deturpando l’ambiente, trasformando catapecchie in grattacieli e case di tre piani in torri di venti, ingrassando i privati amici di destra, centro e sinistra a spese dei cittadini, che ci rimettono miliardi di oneri di urbanizzazione mai pagati perché mai richiesti.

<< Quel sistema consociativo il Fatto, con Gianni Barbacetto, l’ha denunciato per anni in perfetta solitudine, mentre tutti i media turibolavano il magna-magna alla milanese e candidavano Sala a leader del Pd, o del Centro, o a federatore di “campi larghi”, “tende riformiste” e altre minchiate. Ecco perché solo i 5Stelle chiedono le sue dimissioni, mentre il Pd, i centristi e le destre lo coprono (e quando ti difendono Fassino e Renzi hai un bel problema); perché la Lega gli aveva apparecchiato un “Salva Milano” extra large per esportare il “modello Sala” in tutta Italia; e perché Nordio ricorda al Pd che, senza la sua schiforma, a Milano “sarebbero già tutti dentro”. 
<< Come ai tempi di Tangentopoli, destra e sinistra di giorno fingevano di farsi la guerra e di notte si spartivano la torta. Il punto di contatto fra ieri e oggi è il “riformismo”, come i fini dicitori chiamano in dolce stil novo l’orgia tra politica e affari fino all’approdo più naturale: San Vittore.>>
Marco Travaglio