RIPRISTINATO IL VITALIZIO A FRANCESCO DE LORENZO, CHE VERGOGNA!

E mentre la politica declama suoi i valori di Papa Francesco, con l’attenzione agli ultimi e ai diseredati, la stessa vergognosa politica ripristina il vitalizio di Francesco De Lorenzo, “il viceré”, a decorrere dal 2024. Dicono che “si è riabilitato”!
Il ripristino è stato votato all’unanimità, 5 stelle compresi.
Io sono sempre più nauseata!

Ricordo a tutti che a causa De Lorenzo/Poggiolini e moglie, nella cui tappezzeria di divani e poltrone furono trovati centinaia di milioni, noi cittadini -sempre vittime impotenti - fummo costretti a pagare la somma di ottantacinquemila lire cadauno quale gabella sul medico di famiglia. Anno 1992.
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<< La decisione della Camera
Ieri, mentre i deputati erano concentrati sulle commemorazioni per Papa Francesco, si è riunito l’ufficio di Presidenza della Camera che ha deliberato all’unanimità il «ripristino dell’erogazione del trattamento previdenziale» per De Lorenzo. Dopo un decennio di sospensione e a seguito di una richiesta dell’ex ministro viene, dunque, riassegnato il vitalizio ad uno degli uomini simbolo di Tangentopoli, con tanto di arretrati. Il tutto è dovuto ad una delibera del 2015 a firma di Laura Boldrini, allora presidente della Camera, che prevedeva che i vitalizi e le pensioni sospese ai deputati condannati in via definitiva potessero essere ristabiliti in caso di «riabilitazione». E «Sua Sanità» è stato riabilitato avendo presentato al Tribunale di sorveglianza di Roma l'istanza di riabilitazione che è stata accettata.

<< Chi era e la lunga storia giudiziaria
Francesco De Lorenzo era uno dei tre napoletani forti della politica degli anni ’80, insieme con il democristiano Pomicino e il socialista Di Donato saranno ribattezzati i «viceré» della città. Aveva ricoperto la carica di ministro della Salute dal 1989 al '93 ma in precedenza, sempre sotto il vessillo dei liberali, era stato ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (1986/1987). In Parlamento De Lorenzo è stato ininterrottamente dal 1983 al 1994, anno del suo arresto e della chiusura della sua parabola politica. Condannato in via definitiva a 5 anni per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa 9 miliardi di lire ottenute da industriali della farmaceutica durante il suo incarico di ministro e ad un risarcimento di 5 milioni di euro nel 2010. A questa condanna De Lorenzo si era opposto senza avere successo, essendo stata confermata nell’aprile del 2012 anche dalla Cassazione. Il 9 luglio del 2015, quando Tangentopoli era solo un ricordo, gli viene revocato il vitalizio che da ieri ha riottenuto. De Lorenzo era l’unico dei tre «viceré» ad essere rimasto nell’ombra, da oggi ritorna sulle pagine della stampa, sugli schermi delle tv e sulle bacheche dei social. >>