MIA MAMMA, di Lucia Talarico

Oggi è il 21 Aprile, il primo 21 Aprile senza la mia mamma scomparsa da pochi mesi. So che è una faccenda personale, so che si potrebbe obiettare di "sentimenti messi in piazza", ma io non ho paura dei sentimenti, neanche di quelli "messi in piazza". Se amo, lo dico. Altrettanto se non amo, magari attenuando un po', che dobbiamo pur essere civili.

Mia mamma. Pensavo di essere in qualche modo "pronta" alla sua scomparsa, mi sono sbagliata. Anche se io stessa sono anziana, anche se lei era molto anziana, era un affetto montagna. Oggi che non ce l'ho più, e non sono più figlia, mi sento un po' persa. Sono stati tanti decenni di auguri, fiori, regalini, babà, che era il suo dolce preferito. Sono stati tanti decenni di civettuola "insofferenza" -ancora/il/compleanno/mi/festeggi - ma sono stati decenni dolci e colorati.

Io credo che il dolore attenui i colori, scomparso mio padre è tutto diventato un po' grigio. Andata via mia mamma, tutto si sta tramutando in bianco e nero.
Non ho altro modo per ricordarla se non scrivendo queste poche righe. Mi sembra così di renderle onore, a scrivere del suo compleanno. Mia mamma, occhi verdi. Mia mamma, generosissima. Arguta, battuta pronta. Verde il suo colore preferito, bella. Davvero bella. Pronta ad aiutare, fare, sostenere. Crostate, torte con la crema, pizze, calzoni, caffè freddo shakerato! Lettere, cartoline, bigliettini, allegria tanta.
Non averla più spegne i colori, appunto. Tento di ravvivarli qui.
Lucia Talarico