Mia madre ricordava sempre il 25 Aprile, e "la cioccolata degli americani". Ma i suoi occhi verdi si incupivano al ricordo della guerra e la paura era leggibile sul suo bel viso.
Abitava a Catanzaro, erano sfollati in un paesino calabrese, raggiunto a piedi faticosamente. Seconda di otto figli, portava in braccio una sorellina, zia Wanda, che "pesava, pesava!", diceva.
Abitava a Catanzaro, erano sfollati in un paesino calabrese, raggiunto a piedi faticosamente. Seconda di otto figli, portava in braccio una sorellina, zia Wanda, che "pesava, pesava!", diceva.
Aveva sofferto la fame con i suoi genitori e fratelli e sorelle. Ricordava gli allarmi, le corse al rifugio, ricordava soldati ghignanti e sorrisi prepotenti. Ci raccontava che un giorno dei soldati, "in cerca di donne" - e la voce le tremava solenne - si apprestavano a spalancare la porta dove la sua famiglia era rifugiata, il nonno nascose sotto i pagliericci le figliolette e la nonna, e aspettò in mezzo alla stanza con un'ascia in mano. Era orgogliosa di quel gesto di suo padre ma il terrore ancora si impadroniva di lei. I soldati... entrarono da una porta e uscirono dall'altra di fronte, mentre nonno, risoluto e fiero, brandiva l'ascia, e mamma, le sorelline e la nonna, nascoste trattenevano il respiro.
Buon 25 Aprile a Tutti, e a TuttE quelle che ancora lo ricordano il mio caro abbraccio.
Lucia Talarico
Lucia Talarico
