IL MARTELLO DELL'INFERNO A SOVERATO, di Lucia Talarico

"Il martello dell'inferno" (cit. di una concittadina) percuote implacabile Soverato, in omaggio al Luna Park sgangherato a cui la nostra città si è dovuta piegare sopraffatta.
Occorre forza per noi cittadini indifesi, costretti da politica violenta a dover subire tutto ciò. Occorre grande controllo per non essere travolti dalla disperazione, sperare che tutto passi in fretta senza lasciarsi andare alla collera e alla maledizione.

Il martello dell'inferno percuote duro la mia città, annientandoci. Le discoteche e i locali suonano follemente, seguono auto con gli altoparlanti tenuti altissimi, motorini con marmitte tonanti in gimkane impazzite, schiamazzi, urla, ubriacature, risse. Lo stesso personale dei locali trasporta rumorosamente merci su trabiccoli a rotelle, versa il vetro nei contenitori senza alcuna cautela, e, quando smette di lavorare alle prime luci dell'alba, urla commenti e arrivederci senza alcun rispetto per le persone che dovrebbero poter riposare nelle loro incolpevolissime abitazioni.

Il martello dell'inferno picchia sui deboli, sugli ammalati, sugli anziani, sui cittadini stanchi e provati, che il sindaco e i suoi hanno scelto scientemente di non proteggere.

Forte di un'idea di turismo sbracato, tenera con i gestori dei locali sfrenati e paga delle orde che assediano Soverato, l'Amministrazione della Città finge di non sapere, finge di non capire, si gira dall'altra parte, traccheggia, e punta soltanto a massimizzare economicamente la stagione turistica, con i lauti profitti dei locali pubblici sui suoli pubblici.

Nelle piazze occupate, nelle vie espropriate, nella spazzatura senza controllo, nei marciapiedi schifosamente lordati di percolato, l'imperativo è unico: guadagnare! Sulle spalle di chi non resiste, contro i privati, contro chiunque tenti di opporsi, contro chi, come la sottoscritta, porta all'attenzione ma è percossa senza pietà dal martello dell'inferno.
Sconfitti, siamo sconfitti! Indifferenza, prepotenza, delirio di onnipotenza, pervicace inosservanza di qualsiasi regola di buona volontà e buon senso.

Ci vuole coraggio e forza per vivere, e talvolta è veramente difficile.

Ci vuole coraggio e forza anche per infischiarsene dei propri concittadini. Proprio di quelli che si dovrebbero ascoltare, tutelare, comprendere, fare in modo che stiano bene, non percossi da quel martello in nome di guadagni e guadagni e guadagni.

Ci vuole coraggio anche per l'audacia della sfacciataggine, "a noi piace così!" e chi non ci sta si trasferisca.

Stiamo attenti: la vita è una ruota e il martello dell'inferno può agire contro tutti. Si gira, guizza di scatto e percuote improvvisamente, tale e quale alla malattia, al bisogno, alla fragilità e all'impotenza.

Sono le 4,48 del 13 Agosto 2022.
Il martello dell'inferno ancora sta picchiando Soverato, stanca, esausta, abbandonata ad egoismo, grettezza e cattiveria.
Lucia Talarico