Giuseppe Conte, le "Contesse" e "Le bimbe di Conte", di Lucia Talarico

Incontro spesso su Facebook la seguente affermazione: "Credo che la fortuna dell'Italia sia proprio nell'avere un signore come Conte al Governo."
Io invece credo che sia una disgrazia, pari pari a chi lo ha ignominiosamente preceduto.
"Un signore come Conte" ci mostra soltanto apparenza e questo ci sarà fatale!

Mi colpisce sempre il meno-male-che-Conte-c'è! E le "Contesse", naturalmente. O "Le bimbe di Conte", genia affascinata di stuoli di donne impazzite per pochette e ciuffo sulla fronte.

Quanto allo stesso Conte che "non ha mai lasciato l'Italia", o alla pretesa sua "solitudine", altro cavallo di battaglia delle sue innamorate, mi permetto un sorriso: questi non sono mai soli, hanno una straordinaria compagnia composta da potere assoluto, ambizioni, brame, relazioni, cortigiani, servi, e un intero Paese a loro disposizione.

L'essere umano adora tutto ciò, non creiamo eroi senza atti eroici!
Credo comunque di aver abbastanza esplicitato il mio pensiero e pure il mio dolore per un'intera generazione decimata, terribile disfatta per la nostra Italia. E la Calabria da presso grida vergogna e scandalo...
Segregarci per mesi, liberarci per un'estate scriteriata, segregarci di nuovo, farci sentire colpevoli, è il rimedio più facile, non degno di una politica accorta e lungimirante, ma ovviamente con la Sanità (e il Paese) spolpata da decenni non sanno a quale santo votarsi e procedono per fughe in avanti e dietrofront.

Ritengo che le mie oggettive considerazioni rispecchino la realtà. Siamo sommersi dai debiti, roviniamo le generazioni future, cinque milioni di nostri concittadini non riescono ad alimentarsi regolarmente, e proseguono intrallazzi e ruberie, con la lotta all'evasione fiscale che è totalmente ignorata!

Il Governo è in mano a superficiali e improvvisati, Conte si barcamena a fatica ma non vuole mollare una carica lusinghiera e un potere enorme.
Il Mes è drammaticamente rigettato,delle grandi opere non ne è partita una.
La lotta all'evasione fiscale come sempre non esiste.
La destinazione dei duecento miliardi a disposizione dell'Italia è segretissima e trattata in modo opaco.

Non continuo, ma ne avrei, Reddito di cittadinanza, Quota 100, Calabria allo sbando, etc.
Conte ci blandisce felpato ma la gestione della pandemia è dissennata e raccogliticcia. Procede a balzelloni, fughe in avanti e marce indietro, promesse e segregazione.
Cinquantottomila morti sono la drammatica sconfitta di un Paese spolpato e alla deriva. Chiuderci tutti dentro casa è ovviamente la soluzione più semplice ed è stata l'unica adottata, oltre a debiti, debiti e debiti.
Ora, se dobbiamo accontentarci di "un signore", Conte è perfetto, il governare una nazione però è tutt'altro.